Dal dolore come “errore della mente” di Eschilo, passando per la “cura” dei “discorsi belli” di Platone e per il “quadrifarmaco” di Epicuro, fino alla “terapia delle idee” di James Hillman e alla “consulenza filosofica” di Achenbach, la filosofia si è proposta come “terapia” di quella sofferenza che Montale, sulla scorta del pensiero di Leopardi e di Schopenhauer, avrebbe resa famosa come “male di vivere”. Esclusa l’invasione del campo della medicina propriamente detta e della psicoterapia, che tipo di contributo può offrire la filosofia, se non proprio per curare quel “male”, almeno per alleviarlo?
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